La mia avventura da blogger con nomeecognome in uno spazio tutto mio inizia con una confessione: ho scelto l’argomento del post davanti all’editor di WordPress, dopo giorni di interrogativi.

Conosco quelle che possono essere definite le buone pratiche del blogging, le ricette suggerite per bloggare come si deve, conquistare schiere di lettori e scalare le SERP. So bene che quando si lancia un progetto online è praticamente imprescindibile avere un piano editoriale – se non dettagliato almeno definito nei punti essenziali – se non si vuole finire nella massa di quelli che chiudono i battenti dopo qualche mese.

Tutto bello e tutto giusto, ma questo blog un calendario editoriale non ce l’ha. È che sono freelance fino al midollo e dell’essere freelance amo la libertà di scegliere ogni aspetto del lavoro. Perciò a volte mi sembra un controsenso ingabbiare il proprio spazio di espressione online in schemi rigidi. Così, non avendo definito in anticipo gli argomenti da trattare ho passato diversi giorni a chiedermi quale potesse essere l’argomento gusto per il primo post. Insomma, è pur sempre un debutto e non si può fare una scelta casuale, né una pessima prima impressione.

La soluzione al dilemma è stata più semplice del previsto.

Content is the king: il contenuto è il re

Quale può essere il punto di partenza di un blog che parla di blogging, content marketing e di contenuti per il web se non l’ormai celeberrima affermazione di Bill Gates?

Content is the king

Correva l’anno 1996. Nel mondo online 19 anni equivalgono più o meno a un’era geologica. Eppure questa affermazione, così disarmante nella sua semplicità, non mostra i segni del tempo. Bill Gates aveva già intuito che i contenuti sarebbero stati il motore che avrebbe trainato le relazioni nella rete internet. Puoi leggere la traduzione del discorso di Gates in un bel post di Pennamontata. Ti consiglio di leggere il discorso di Gates per intero, contiene tanti interessanti spunti di riflessione.

Oggi che abbiamo la rete in tasca, che siamo abituati a entrare in contatto con le persone e a scambiare informazioni attraverso i social network, che connettersi a internet è un gesto quotidiano per milioni di italiani, un gesto naturale quasi quanto lo è bere una tazzina di caffè, lo viviamo in prima persona: il contenuto è il re. Non potrebbe essere altrimenti.

Di cosa parliamo quando parliamo di contenuti?

Il contenuto è il re: è il mezzo che ci permette di farci trovare nel mare magnum della rete, di farci notare, di farci leggere, di vendere prodotti o servizi. Ma di cosa parliamo quando parliamo di contenuti?

Sarà deformazione professionale, ma quando penso ai contenuti il pensiero va immediatamente ai contenuti testuali – come post, pagine e stati sui social network. Ma sono contenuti altrettanto importanti immagini, video, slide, podcast e infografiche. Senza dimenticare i microcontenuti: titoli, sottotitoli, didascalie, tag… singoli elementi che, in concerto con gli altri, possono decretare il successo o il fallimento della comunicazione.

Se il contenuto è il re, al web writer spetta il delicato ed entusiasmante compito di dar voce e forma al contenuto. Nel farlo deve tener conto di tanti aspetti: online si scrive e si legge in maniera diversa rispetto a quanto non si faccia offline, è bene capire il funzionamento e in un certo senso assecondare i motori di ricerca e si deve sempre tener presente cosa bisogna comunicare e a chi. Davvero c’è ancora qualcuno che ha dei dubbi sulla reale utilità di un web writer?

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Sono Luana Galanti e mi occupo di web writing e content marketing. Nel mio lavoro scelgo con cura le parole da usare e creo testi che comunicano l'unicità e il valore delle aziende e dei professionisti con i quali collaboro. Qui parlo di web writing, content marketing e comunicazione online. Ti assicuro che nessuna metafora è stata maltrattata durante la redazione dei post.

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